Perché tutto questo?

La vera genesi di un’impianto2009-09-0480
La domanda che mi sono sentito fare accompagnando un cliente in visita all’impianto di selezione automatica installato presso l’azienda Raviola di Albenga è stata proprio questa:
“Perché tutto questo?”
Confesso di aver avuto un attimo d’incertezza prima di rispondere: “Raviola aveva un problema, noi abbiamo proposto una soluzione”.
Ma, per meglio spiegare la risposta, serve fare un passo indietro.
Quattro anni fa, in occasione del nostro primo incontro, Roberto Raviola, titolare dell’azienda Raviola di Campo Chiesa di Albenga mi esponeva quello che per Lui era diventato il suo obiettivo primario.2009-09-0479
L’azienda, disponendo di una superficie di terreno relativamente piccola e con un sistema di coltivazione tradizionale di piante aromatiche in vaso diametro 14,  non era più in grado di generare una produzione lorda vendibile in grado di garantire un reddito dignitoso.
Due erano le soluzioni, o aumentare la superficie coltivabile o diminuire il diametro del vaso consentendo un maggior investimento a metro quadrato.
La scelta cadde sulla seconda soluzione avvalorata anche da un’attenta indagine che evidenziava l’interesse del mercato per piante aromatiche coltivate in vaso di piccolo diametro.
Nel ripercorrere quella scelta Roberto precisa: “In quel momento cominciavano i miei problemi”.
Ad Albenga fino a quel punto nessuno si era mai spinto a coltivare grossi numeri di piante aromatiche in vasi così piccoli, non vi era quindi un’esperienza specifica per proporre tale prodotto, soprattutto in considerazione del fatto che Roberto intendeva coltivate all’aperto per la maggior parte del ciclo vegetativo e quindi senza la necessità di realizzare nuove strutture di produzione.foto-vaso

Spiega meglio Roberto: “Non potevo certo pensare di coltivare con lo stesso sistema che utilizzavo per il vaso 14; in esterno un vaso 9 si ribalta per effetto del vento e va quindi posto in contenitore porta-vaso, Inoltre il prodotto va staccato dal suolo continuamente per evitare che radichi nel terreno;  se si permette alla radice di fuoriuscire dal vaso la pianta finisce per subire uno stress troppo grosso al momento della spedizione speso fino ad arrivare al suo collasso .”

Era inoltre chiaro che per proporre un prodotto NUOVO e renderlo appetibile al mercato era assolutamente necessario rispondere ai seguenti requisiti.

  1. Bellezza del prodotto; il prodotto deve essere riconoscibile e accattivante. Questo è il motivo, tra gli altri, che ha fatto scegliere un vaso colorato e serigrafato e una confezione che include sei vasetti con sei diverse specie.
  2. Uniformità del prodotto. Il prodotto deve essere sempre uguale. Si deve garantire al mercato e quindi all’acquirente finale uno standard costante e continuativo. Dal momento che il prodotto è reso identificabile deve poter essere riproposto sempre in quel modo, sempre uguale (sia per forma che per dimensione pianta).
  3. Continuità di prodotto verso il mercato. Se il mercato punta su un prodotto esige che quel prodotto non venga a mancare. Se questo è semplice da realizzare quando in un’area vi sono alcune centinaia di produttori che coltivano lo stesso prodotto non lo è quando a produrre un articolo è una sola azienda. A quel punto il mercato si chiede se quell’unico produttore sarà in grado di garantire il prodotto con costanza. Questo obiettivo è raggiungibile solo se il grado di automazione presente in azienda mette al riparo il coltivatore da picchi di lavoro causati da andamenti climatici non regolari.

Se poi volessimo stabilire una priorità ai punti citati possiamo affermare con certezza che l’ordine è 3, 2 e 1.
Prima di tutto la certezza che il prodotto sarà disponibile, poi lo standard e per finire l’aspetto.2009-09-0454
Ricorda ancora Roberto: “ma il vero rompicapo era rappresentato dall’uniformità del prodotto, senza l’ausilio di brachizzanti (la mia azienda è certificata) e nonostante i miei sforzi in fase di coltivazione, al momento della vendita serviva troppo tempo per effettuare la cernita del prodotto da spedire.”
Proprio questo era il vero nodo del problema. Adottare tecniche di selezione che consentissero, durante il periodo di coltivazione in corrispondenza delle fasi rinvaso e potatura, di uniformare il prodotto in modo che non fosse necessario sceglierlo durante la fase di spedizione.
Spalmare il lavoro durante l’anno per non ritrovarsi un ingestibile picco di lavoro durante la vendita. Una selezionatrice elettronica in grado di generare lotti di piante sempre più omogenei e uniformi da utilizzare all’occorrenza.2009-09-0413
L’impianto è stato quindi progettato utilizzando in parte macchinari standard e in parte adottando soluzioni studiate per risolvere questi specifici problemi di coltivazione.
Quindi più che novità in termini di singole macchine, possiamo affermare assoluta novità nella loro particolare applicazione, aspetto che ha imposto personalizzazioni sia hardware che software.2009-09-0450
Presso l’azienda Raviola, non sono stati installati robot, potatrici, nastri trasportatori, muletti e telecamere di selezione prodotto, ma si è cercato una soluzione per coltivare aromatiche in vaso 9, in pieno campo, coltivando a basso impatto ambientale, potando più volte in rotondo una piccola pianta, e consentendo la creazione di lotti di piante uniformi il tutto per permettere a Roberto di adattare le tecniche di coltivazione più idonee alle reali esigenze delle sue piante.

Impianto realizzato presso l’azienda Raviola Roberto di Albenga www.amoriearomi.it

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