Quando e come muovere le piante con i carrelli elevatori

In floricoltura e in vivaismo si sente spesso parlare macchine semoventi per lo spostamento dei vasi img_0639(a volte impropriamente chiamati muletti), di tappeti di accumulo (buffer belt), di forche spaziatrici; ci si immagina che queste macchine abbiano il compito di svolgere singole lavorazioni a se stanti tra loro. La forca spaziatrice per allargare  i vasi in coltivazione, il tappeto per portare i vasi in serra ecc .
In realtà si tratta di sistemi che sono stati studiati per riorganizzare il lavoro in serra o in vivaio in modo organico in modo di ridurre drasticamente l’impiego di manodopera, agevolando la maggior parte dei processi di coltivazione.

Meglio quindi parlare di impianti che prevedono l’utilizzo combinato di singole macchine che, se viste singolarmente, non porterebbero grandi benefici dal loro utilizzo ma che combinandone l’impiego, assolvono ai compiti per i quali sono stati acquistati.

L’impianto deve essere possibilmente collocato nella zona più centrale possibile dell’azienda.

Questo darà modo di ottimizzare i tempi di lavorazione riducendo al minimo i tempi di percorrenza necessari a raggiungere tutte le aree di coltivazione dell’azienda.

L’ambiente dove è collocato l’impianto  dovrà essere idealmente suddiviso in due aree contigue.

Nel prima area saranno collocati il nastro trasportatore denominato Buffer Belt con il rispettivo robot di spinta e sempre in quest’area troverà alloggiamento l’eventuale secondo Buffer Belt corredato del robot estrattore denominato anche cuneo estrattore. Quest’area sarà interdetta ai lavoratori con eccezione di colui che guida il carrello semovente.

La seconda area sarà utilizzata per le lavorazioni che richiedono la presenza di personale. In questa seconda area troveranno posto la linea di rinvaso, l’eventuale linea di lavorazione piante che potrà contenere diverse postazioni di lavoro e, almeno in parte, la linea di spedizione del prodotto finito.

La separazione delle due aree consente a chi utilizza il carrello semovente di muoversi con maggior tranquillità aumentando allo stesso tempo la sicurezza dei lavoratori.

Tutte le lavorazioni saranno quindi concentrate su di un’unica zona azzerando di fatto la presenza di personale nelle zone di coltivazione con la sola eccezione del personale addetto ai controlli agronomici. Questo comporta notevoli vantaggi da un punto di vista fitosanitario per le piante, e dal punto di vista della sicurezza sul lavoro per i lavoratori.

Aumenterà inoltre sensibilmente la qualità del lavoro non dovendo più intervenire in campo o in serra, sotto il sole, esposti ad elevate temperature o alle avversità atmosferiche. Le piante saranno sempre accessibili alla giusta altezza, in postazioni di lavoro opportunamente realizzate; la manipolazione delle piante in vaso, anche quando debba effettuarsi manualmente, non costringerà il lavoratore a chinarsi fino a terra.

In quest’area si potrà allestire uno stoccaggio di materiali e di attrezzature necessarie allo svolgimento delle funzioni previste.

Il sistema descritto è inoltre condizione essenziale per consentire l’ulteriore automazione dei processi di lavorazione delle piante qualora un giorno questo si renda necessario.

Caratteristiche dei  carrelli semoventi e delle forche utilizzate per la movimentazione dei vasi da e per la zona di coltivazione.

img_1095Trattasi di macchine opportunamente studiate per consentire lo spostamento delle piante  dalla zona di lavorazione a quella di coltivazione e viceversa.

Il mezzo, semovente, è guidato da un operatore che tramite un accessorio regolabile denominato forca preleva, muove e deposita i vasi sfruttando lo spazio risultante dalla loro conicità.

La motorizzazione può essere del tipo elettrico (utilizzo prevalente in serra)  o endotermico (lavoro in campo aperto).

Queste macchine si trovano spesso ad essere utilizzate su superfici in terra battuta o battuti leggeri, sulle quali sono disposti teli per subirrigazione o pacciamature; devono quindi essere maneggevoli e leggere, ma nello stesso devono essere sufficientemente robuste per consentirne un utilizzo “fuoristradale”.

Le ruote, di dimensioni generose, montano gommature anticalpestio e spesso sono gemellate sulla trazione.

La trasmissione e il tipo di sterzo sono studiati per non creare danno alle pacciamature; un opportuno meccanismo di tipo elettronico o idrostatico  consente di effettuare manovre senza provocare l’arricciatura dei teli.

L’elemento di sollevamento dei vasi è opportunamente studiato e dimensionato per consentire una buona visibilità all’operatore nel momento del prelievo dei vasi, operazione che richiede una grande precisione.

Si possono montare forche di tre tipi: fisse, fisse doppio livello e spaziatrici.

L’impiego di forche fisse a singolo o doppio livello dipende dalla distanza tra la zona di lavorazione e l’area di coltivazione e dal diametro del vaso.

Queste macchine sono predisposte per poter alloggiare il sistema elettronico in grado di gestire spaziature in campo, da effettuarsi con forche fisse o con eventuali forche spaziatrici.

Rinvaso e spostamento dei vasi nella zona di coltivazione (Un tappeto e un Robot a Spinta)

Attrezzature necessarie al trasporto e alla sistemazione dei vasi, subito dopo il loro rinvaso, nella zona di coltivazione (dentro o fuori serra).

I vasi, dopo essere stati riempiti e ripicchettati, sono indirizzati, tramite un nastro trasportatore, al Robot di Spinta.

Un particolare sistema gestito da un PLC allinea i vasi alla distanza desiderata. Quando una fila è completa il Robot accompagna i vasi sul tappeto di accumulo denominato Buffer Belt. Immediatamente dopo il Buffer Belt fa avanzare la fila di vasi alla distanza prestabilita.

Sia la distanza dei vasi sulla fila sia la distanza tra una fila e l’altra è liberamente programmabile tramite il PLC. in dotazione al robot.  In questo modo i vasi si posizioneranno sul tappeto di accumulo alla distanza desiderata pronti per essere prelevati.

Il robot lavora indifferentemente con vasi a partire dal diametro 90 mm fino a vasi del diametro 250 mm.

Basterà memorizzare nel PLC i programmi appropriati per poter lavorare con vasi diversi e a diverse distanze senza la necessità di effettuare regolazioni o sostituzioni di parti meccaniche.

p1010271L’obbiettivo è la creazione di una “griglia” di vasi ordinatamente disposti alla giusta distanza per poter essere prelevati dalla forca del  carrello semovente.

Raggiunto il numero di vasi esattamente corrispondente alla dimensione della forca il tappeto crea uno spazio tra l’ultima fila di vasi e la prima fila dell’inforcata successiva per agevolare la presa da parte dell’operatore.

A questo punto i vasi sono prelevati dalla forca del carrello semovente e portati nella zona di coltivazione.

Il Buffer Belt è di dimensioni appropriate da consentire un accumulo di vasi che consenta all’operatore del carrello semovente di avere il tempo di portare i vasi a destinazione senza che l’invasatrice si debba fermare.

Compatibilmente alla distanza tra la zona di lavorazione e la zona di coltivazione e al diametro del vaso la gestione di questo sistema prevede tre persone: una alla gestione dell’impianto, una al ripicchettamento (se non è prevista una ripicchettatrice automatica) e una al carrello semovente  per rese fino a 3000 vasi/ora.

Lavorazioni intermedie e spaziatura da realizzarsi nella zona di lavorazione (Secondo tappeto e Robot di Recupero vasi)

img_1098Attrezzature necessarie per consentire le lavorazione delle piante in vaso durante le fasi di coltivazione da attuarsi nella zona di lavorazione e non più in campo o in serra.

Come detto al cap. precedente le piante in vaso, durante la coltivazione, necessitano spesso di lavorazioni che  sono manualmente svolte in serra.

L’inserimento del secondo tappeto di accumulo Buffer Belt  e del Robot di recupero vasi (cuneo estrattore) ha appunto lo scopo di agevolare o automatizzare completamente quelle procedure che fino ad ora si sono svolte nelle aree di coltivazione.

cuneo2I vasi, dopo essere stati prelevati dal carrello semovente dalla zona di coltivazione, sono depositati sul secondo tappeto di accumulo detto anche Buffer Belt di deposito, all’allontanamento della forca il tappeto tappeto fa avanzare le file di vasi fino in prossimità del robot estrattore.

A quel punto un cuneo estrattore, opportunamente studiato e pilotato da un PLC, recupera i vasi uno ad uno e li indirizza su di un nastro trasportatore distanziandoli tra loro.

I vasi così recuperati sono indirizzati alle diverse lavorazioni sia si tratti di macchinari (potatrice, distributori di concime o fitofarmaci microgranulati) sia si debbano effettuare dei lavori manuali. In questo caso i vasi transitano davanti agli operatori a loro volta disposti in postazioni fisse che eseguono l’operazione al passaggio del vaso.

cuneo1Terminati gli interventi sulla pianta i vasi sono allineati di fronte al Robot di Spinta e quindi sospinti sul Buffer Belt di prelievo (descritto al precedentemente).

Da qui l’operatore che utilizza il carrello semovente provvede a riportare i vasi nella zona di lavorazione.

Compatibilmente alla distanza tra la zona di lavorazione e la zona di coltivazione e al diametro del vaso la gestione di questo sistema prevede due persone: una alla gestione dell’impianto, e una al carrello semovente  per rese fino a 4000 vasi/ora; restano esclusi gli eventuali operatori da utilizzare per operazioni manuali.

Un inciso particolare andrebbe rivolto al sistema di distanziamento dei vasi. Su questo argomento si rimanda all’articolo “Forche fisse o forche spaziatrici?”

Selezione e spedizione del prodotto pronto per la commercializzazione

Al momento della spedizione del prodotto pronto per la commercializzazione le piante saranno prelevate in serra e depositate sul buffer belt di deposito, le  file di vasi avanzeranno fino in prossimità del robot estrattore.

Il cuneo estrattore recupererà i vasi uno ad uno e li indirizzerà sul  nastro trasportatore che collega i due robot dove, personale specializzato, selezionerà le piante pronte per la vendita dirottandole su di un nastro trasportatore collegato alla zona di spedizione.

Il prodotto non idoneo proseguirà raggiungendo il robot di spinta e il successivo buffer belt di accumulo per poi essere riportato in serra per proseguire la coltivazione.

Il confezionamento delle piante pronte alla vendita, ricollocando in serra le piante non ancora conformi allo standard richiesto, evita lo svuotamento parziale delle aree di coltivazione (svuotamento a “macchia di leopardo”) e  consente il ricompattamento del prodotto da ricoltivare.

Le aree di coltivazione si presenteranno sempre ordinate e ricompattate con conseguente risparmio economico sia per il mantenimento delle piante, sia per il lavoro di pulizia da effettuare nelle aree svuotate

Ulteriori benefici derivanti dall’utilizzo dell’impianto

Le piante in vaso, durante la coltivazione, necessitano spesso di lavorazioni (potatura, diserbo, inserimento di tutori,  legature, concimazioni localizzate, allargamento dei vasi) che, in assenza di sistemi movimentazione ad alta automazione e a basso impatto di manodopera, sono svolte manualmente in serra.

Sicurezza sul lavoro

Poter spostare i vasi in un’area protetta dagli agenti atmosferici e attrezzata, oltre a consentire l’eventuale utilizzo di specifici macchinari (spuntatrici automatiche, dosatori localizzati di concime, ecc.) agevola di gran lunga anche quelle operazioni che devono essere fatte manualmente. La resa di un lavoratore è direttamente proporzionale alla sua condizione di lavoro, all’interferenza degli agenti atmosferici e alla facilità del reperimento dei materiali da lui utilizzati.

Aspetti fitosanitari

Non introdurre personale e non disperdere residui organici (derivanti da potature, diserbi e pulizia fogliari) nelle aree di coltivazione ostacola la diffusione e aiuta a prevenire buona parte delle malattie fungine. Inoltre, durante la movimentazione delle piante per effettuare le lavorazioni, è possibile ruotare le platee di coltivazione dando il tempo a personale specializzato di pulirle e disinfettarle con cura.

Questo aspetto, poco considerato, è spesso motivo di grande risparmio economico dovuto al minor impiego di manodopera e di fitofarmaci.

Sono disponibili su Youtube i seguenti filmati:

Per le immagine e le riprese si ringraziano le seguenti aziende:

Un Commento a “Quando e come muovere le piante con i carrelli elevatori”

  • cristian scrive:

    avrei bisogno di sapere il prezzo di una invasatrice che mi consenta di invasare vasi dal diametro del 1o al 25…grazie a presto